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Cos'è la SIOF

La Società Italiana di Odontoiatria Forense (SIOF) è un'associazione scientifica che svolge iniziative e promuove l'aggiornamento scientifico-culturale dei professionisti della sanità pubblica e privata sulle tematiche medico-legali di pertinenza dell'odontoiatria. Possono associarsi medici chirurghi, odontoiatri e cultori del diritto.
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Obbligo di presenza delle assicurazioni all' a.t.p. a fini conciliativi ex art. 696 bis c.p.c., (Legge Gelli \ Bianco art.8 comma 4)

Avv. Giovanni Minauro - A mente dell'art. 8 l. n. 24/2017 (c.d. legge Gelli-Bianco), le azioni che il danneggiato può intraprendere per conseguire il risarcimento dei danni subiti per responsabilità sanitaria, devono essere obbligatoriamente precedute da un a.t.p. a fini conciliativi ex art. 696 bis c.p.c., che ne costituisce condizione di procedibilità, al quale devono necessariamente partecipare tutte le parti, ivi comprese le compagnie assicurative (comma 4).

La vicenda

Nella vicenda portata all'attenzione del Tribunale di Benevento, è avvenuto che i danneggiati, nell'esperire detto obbligatorio tentativo di conciliazione, hanno notificato il ricorso per a.t.p. anche alle compagnie assicurative delle strutture sanitarie e/o dell'esercente la professione sanitaria, al fine di consentire la loro partecipazione al relativo procedimento.

Sennonché l'art. 12 cit. legge, nel prevedere che il danneggiato possa direttamente agire anche nei confronti dell'impresa di assicurazione della struttura sanitaria e/o dell'esercente la professione sanitaria, ha subordinato la possibilità di esercizio di tale azione diretta all'emanazione dei decreti ministeriali attuativi di cui al precedente art. 10 comma 6 stessa legge. Detti decreti - con i quali il Ministero dello Sviluppo Economico avrebbe dovuto, entro centoventi giorni dall'entrata in vigore della legge, stabilire i requisiti minimi di garanzia e le condizioni generali di polizza - a tutt'oggi, però, non sono stati ancora emanati.

Le compagnie di assicurazione, nel costituirsi nei procedimenti per a.t.p. iniziati anche nei loro confronti, hanno quindi eccepito la loro presunta carenza di legittimazione passiva, denunciando la violazione dell'art. 12 cit. l. n. 24/2017, che - come sopra visto - subordina la possibilità dell'azione diretta nei loro confronti all'emanazione dei menzionati decreti ministeriali.

Ebbene, nella recente ordinanza (Trib. Benevento, 24 ottobre 2018, Est. Dr.ssa I. Moretti) - emessa proprio nel corso di un procedimento per a.t.p. promosso in materia di medical malpractice anche nei confronti della compagnia di assicurazione della struttura sanitaria - il Tribunale di Benevento ha affermato che, nonostante il danneggiato, stante la mancata emanazione degli anzidetti decreti ministeriali, non abbia ancora la possibilità di agire direttamente nei confronti della compagnia di assicurazioni, la partecipazione di quest'ultima all'a.t.p. in parola deve in ogni caso ritenersi, oltre che opportuna, assolutamente necessaria ed obbligatoria.

In tale pronuncia, il Giudice estensore, con logica e condivisibile motivazione, ha inappuntabilmente rilevato come tale partecipazione, stando alla chiara lettera dell'art. 8 comma 4 della legge Gelli-Bianco, non potrebbe che ritenersi obbligatoria, siccome volta, da una parte, a rendere possibile l'adempimento dell'obbligo, che grava sulle stesse imprese, di formulare l'offerta di risarcimento a conclusione della fase conciliativa (ovvero di comunicare i motivi per cui ritengono di non formularla); dall'altra ad evitare l'espletamento di una nuova consulenza nell'eventuale successivo giudizio di merito (la mancata partecipazione all'a.t.p. della compagnia di assicurazione, difatti, renderebbe la c.t..u. preventiva non opponibile alla stessa in detto ultimo giudizio).

E' da ritenere, pertanto - si legge nell'ordinanza in esame - che il legislatore, nonostante abbia subordinato la possibilità dell'azione diretta nei confronti delle compagnie di assicurazioni delle strutture sanitarie alla emanazione dei suddetti decreti ministeriali, abbia nel contempo voluto prevedere come necessaria la presenza delle compagnie alla fase processuale dell'a.t.p., al fine di garantire che il tentativo di conciliazione, cui tale fase è preordinata, possa avere una qualche possibilità di utile esito (ipotizzabile, peraltro, solo con la presenza della tasca solvibile delle imprese assicurative) e di evitare, per ovvie esigenze di economia processuale, che i risultati dell'espletata istruzione preventiva non possano poi essere utilizzati nell'eventuale successivo giudizio di merito (ove, oltretutto, le imprese assicurative vengono normalmente chiamate in causa dalle strutture sanitarie convenute).

L'orientamento della giurisprudenza in materia

Il Tribunale di Benevento, con l'esaminata pronuncia, ha dunque aderito al prevalente indirizzo della giurisprudenza di merito in subiecta materia e secondo cui, nell'attuale contesto di contingente impossibilità di esercizio dell'azione diretta di cui all'art. 12 cit. l. n. 24/2017, occorre, in ogni caso, ritenere opportuna e/o necessaria la partecipazione delle compagnie di assicurazioni all'espletamento dell'a.t.p. conciliativo de quo (Cfr., ex multis, Trib. Roma, 12 marzo 2018; Trib. Verona, 31 gennaio 2018; Trib. Venezia, 18 gennaio 2018; Trib. Marsala, 7 dicembre 2017).

Tale orientamento giurisprudenziale si fonda, invero, su argomentazioni analoghe a quelle utilizzate dal Tribunale Sannita e che, in estrema sintesi, possono così compendiarsi:

• l'art. 12 cit. l. n. 24/2017 contempla delle ipotesi di litisconsorzio necessario che non potrebbero non riguardare anche la fase di a.t.p. (posto che chi deve essere parte del giudizio di merito deve anche partecipare al procedimento di a.t.p.);

• l'art. 8 della stessa legge prevede, inoltre, come obbligatoria la partecipazione di tutte le parti all'a.t.p. conciliativo, specificando espressamente che allo stesso devono essere presenti anche le compagnie di assicurazione di cui al successivo art. 10;

• nonostante l'attuale impossibilità, da parte dei danneggiati, di esercitare azione diretta nei confronti delle compagnie assicurative, è preferibile ritenere che le compagnie assicurative debbano, in ogni caso, per evidenti esigenze di economia processuale, partecipare all'a.t.p., in considerazione dell'eventuale azione di garanzia esercitabile nei loro confronti dalle strutture ospedaliere e/o dai professionisti assicurati nel successivo giudizio di merito;

• per tale ultimo motivo delle stesse compagnie assicurative potrebbe anche disposta la chiamata in causa iussu iudicis, ex art. 107 c.p.c., al fine di estendere l'efficacia dell'espletata c.t.u. preventiva nei loro confronti (altrimenti non opponibile nel giudizio di merito);

• detta partecipazione si appalesa vieppiù necessaria ed opportuna, laddove si consideri che il ricorso ex art. 696 bis c.p.c. è da ritenersi, in via generale, ammissibile anche nell'ipotesi in cui si controverta sull'an della dedotta responsabilità medica, risultando tale interpretazione dell'istituto in esame coerente con l'ampliata configurazione dello stesso (l'art. 696 c.p.c. fa espresso riferimento anche al momento dello "accertamento" del credito) e con le finalità prevalentemente conciliative e deflattive che alla misura in parola ha conferito la stessa l. n. 24/2017, atteso anche che l'istruttoria della maggior parte delle cause in materia di medical malpractice si esaurisce con l'espletamento di una consulenza tecnica medico-legale.

Parere medico-legale della Siof

"Utilizzo del dispositivo medico a radiofrequenza in ambito odontoiatrico"

Chirurgia Ortognatica - documento del Servizio Sanitario Nazionale del Regno Unito

Interim Clinical Commissioning Policy: Orthognathic surgery
November 2013

Il documento (pdf)

13° Convegno nazionale SIOF - "Conflittualità, mediazione e giudizio in odontoiatria forense"

Tenuta della cartella clinica (giurisprudenza di merito e di legittimità)

- Tribunale Roma, 28 gennaio 2002

- Cassazione, sez. V, 17-02-2004

- Cass. Pen., Sez. V, sentenza 13989/2004

- Cass. Pen., Sez. V, sentenza 2669/2007

- Corte di Cassazione a Sezioni Unite, sentenza n.577/2008

- Corte di Cassazione, Sezione III Civ., Sentenza n. 1538 del 26 gennaio 2010

Linee guida (giurisprudenza di legittimità in ambito penale)

- Corte di Cassazione, IV Sezione Penale, Sentenza n. 31452 del 20/09/2002

- Corte di Cassazione, IV Sezione Penale, Sentenza n. 8254 del 02/03/2011

Obbligazione di mezzo e obbligazione di risultato (giurisprudenza di merito e di legittimità in ambito civilistico)

- Pretura di Modena, Sezione Distaccata di Finale Emilia,9 luglio 1993

- Tribunale di Firenze, Sezione II Civile, 18 ottobre 1998, n. 2932

- Corte di Appello di Genova, 12 maggio – 18 luglio 2005

- Corte di Cassazione, III Sezione Civile, sentenza n. 10741, 23 luglio 2002

- Corte di Cassazione, II Sezione Civile, sentenza n. 17306, 31 luglio 2006

- Corte di Cassazione, III Sezione Civile, Sentenza n. 16394 del 13/7/2010

Consenso all’atto medico (giurisprudenza di legittimità in ambito penale)

- Cassazione Penale, Sez. IV, n. 1572, 11 luglio 2001 - 3 ottobre 2002

- Cassazione Penale, Sez. IV, n. 36519, 27 marzo - 19 ottobre 2001

- Corte di Cassazione Penale, Sezioni Unite, Sentenza n. 2437/2008

- Corte di Cassazione Penale, Sezioni IV Penale, Sentenza n. 45126/2008

- Corte di Cassazione, sezione IV pen., Sentenza n. 21799 del 20 aprile-8 giugno 2010

Consenso all’atto medico (giurisprudenza di legittimità in ambito civile)

- Cassazione Civile, sentenza n. 14638 del 2 luglio 2004

- Corte di Cassazione, III Sez. Civ., n. 5444, 1 dicembre 2005 – 14 marzo 2006

- Corte di Cassazione, III Sez. Civ., n. 2847, 9 febbraio 2010

Consenso all’atto medico (giurisprudenza di merito in ambito civile)

- Tribunale di Venezia, III Sez. Civ, 13 dicembre 2004

- Tribunale di Milano, sentenza n. 3520, 5 maggio 2005

- Tribunale di Bologna, 13 marzo 2006

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